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ATS Insubria: rete territoriale, prevenzione e invecchiamento attivo al centro del confronto

Durante la Winter School di Motore Sanità, ATS Insubria ha portato il proprio contributo su due temi centrali del dibattito nazionale: la costruzione di reti sociosanitarie integrate e le strategie per governare l’invecchiamento della popolazione.

“Rete e collaborazione tra pubblico e privato sul territorio” è il titolo dell'intervento del direttore generale Salvatore Gioia che ha esordito: "La rete non si vede, ma si sente”.
Nel corso della tavola rotonda, il direttore Gioia ha illustrato la visione strategica di ATS Insubria per un sistema capace di rispondere alle sfide poste da cronicità, solitudine e nuove fragilità.
“La rete deve diventare un modello, un modo di pensare e di agire comune, un modo di essere sistema. Viviamo in un contesto in cui i bisogni cambiano più velocemente delle organizzazioni: per questo la rete è la vera infrastruttura del nostro sistema sociosanitario”, ha affermato, richiamando l’evoluzione normativa – dal DM 70 al DM 77 e al Piano Nazionale della Cronicità – e sottolineando come ATS Insubria stia declinando questi principi in tre direttrici operative che vanno dalla rete per la promozione della salute e degli stili di vita, a quella delle fragilità, con percorsi condivisi tra sanitario, sociale e territorio, fino alla rete One Health, che integra salute, ambiente e comunità.
“La rete non si vede, non ha un logo o una sede fisica, ma si sente: quando una persona fragile non deve ripetere troppe volte la propria storia, quando un medico ospedaliero e un infermiere di comunità riescono a parlarsi, quando scuola e Comune si coordinano per sostenere una famiglia. La rete è un bene comune e possiamo costruirla solo insieme”, ha concluso.

Nella sessione mattutina dedicata a innovazione, prevenzione e medicina di prossimità, il direttore sociosanitario Enrico Tallarita ha descritto l’esperienza del territorio di ATS Insubria, dove vivono oltre 350.000 over 65: una quota destinata a crescere fino al 35% entro il 2050.
“Diventa di sostanziale importanza intervenire in modo che una quota sempre più ampia della popolazione possa invecchiare nelle migliori condizioni di salute. La longevità non è solo genetica: è il risultato dell’interazione tra corpo, mente e relazioni sociali”, ha dichiarato Tallarita.
Durante l’intervento sono state illustrate tre progettualità esemplari: il Piano di Azione Territoriale per l’invecchiamento attivo, costruito con 15 ambiti territoriali e 49 partner pubblici e del Terzo Settore. È stato presentato il progetto Orti terapeutici riabilitativi, in cinque realtà del territorio, rivolti a persone fragili. Infine, è stato approfondita la progettualità "Sport per tutti: Bocce”, percorso di salute e inclusione intergenerazionale in 20 RSA.
“Gli anziani non sono solo destinatari di interventi, ma una risorsa umana e sociale. L’invecchiamento attivo è un investimento strategico per un futuro in cui l’anziano continua a contribuire al benessere collettivo”, ha concluso.  
     
Gli interventi del direttore generale Gioia e del direttore sociosanitario Tallarita hanno confermato l’impegno di ATS Insubria nel promuovere un modello integrato di salute territoriale, capace di unire reti, prevenzione, innovazione e partecipazione comunitaria: una visione pienamente in linea con gli obiettivi e il contesto di confronto offerto da Motore Sanità – Winter School 2026.

 

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